Quando lo scirocco ti spinge dove finisce la terra: ecco Finis terrae

13650608_1568063376829377_45121426_n (2)Nella provincia di Angelo Corelli, il giornalista ironico e seducente, troviamo la città di Villareale, un’ipotetica città che somiglia tanto a Latina, la città dell’autore, Gian Luca Campagna, costellata da laghi palustri, dal profumo del mare e che forse somiglia a tutte le provincie italiane che si atteggiano a grandi metropoli, imitandone però solo la parte becera e piccolo borghese che risulta amplificata ancora di più se il posto dove si svolge la quotidianità è piccolo e circoscritto. In questo noir soffia forte il vento di scirocco, un vento che spettina capelli e confonde cattivi pensieri, un vento che non smette mai di inquietare e porta odore di marcio, di immondizia direi, visto che le storie intrecciandosi fanno riferimento anche alle ecomafie. Tanti i personaggi di questo romanzo voluminoso (500 pagine…), tanti quante le persone che ognuno di noi incontra nella propria vita, donne e uomini all’apparenza distanti da noi, dal nostro modo di vivere, eppure così vicine da intrecciarsi con la nostra esistenza. Come rami intricati tutto ci porta a trovare un nesso, un motivo a tutte le morti che avvengono a Villareale, forse una città di “sciroccati” o forse una città come tante altre popolata dalla miseria umana, travestita da borghese. Come dice Diderot ”con la virtù si fanno solo opere fredde. Sono la passione e il vizio ad animarle”. E di passione in questo noir c’è n’è davvero tanta. Eros e Thanatos si confondono e il lettore si ritroverà a schierarsi con qualcuno dei personaggi che diventerà la propria eroina. Donne con il vento dentro, che vibra, e il sesso debole, così definito dai più, avrà la forza di rivoluzionare ogni cosa. Gli uomini usciranno allo scoperto con tutte le loro debolezze e l’unica soluzione per queste esistenze senza pace è arrivare dove finisce la terra

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